A mano salda

Vale davvero la pena camminare per gli altri? Perdere la sanitá mentale per un dolore che non puó cambiare? Accantonare i miei sentimenti in uno scantinato per errori altrui? Eppure io ci ho provato a dire a me stessa che questa era la via, la strada da seguire e perché sono sola? Perché i miei passi non hanno orme al loro fianco? Perché la mia ombra non ha una compagna? Eppure ti avevo tenuto la mano….

Forse é impossibile far scendere la primavera su uno sterrato autunnale, recuperare i legami, guarire ferite cicatrizzate dalle lacrime.

Non capisco come sia possibile lottare ancora, parlare a persone che non meriterebbero il mio sguardo, capire chi mai si é sforzato di capire me. Convincermi di poter rimediare forse non é la migliore delle idee. Chi pretendo di salvare se ancora non so badare a me stessa, chi voglio aiutare se nemmeno riesco a sistema i pensieri della mia mente.

Per troppo tempo ho rinchiuso la vera me stessa in una campana di vetro, colpita, crepata, lacerata per cosa? Soffrire io per non far soffrire gli altri.

Ma ora sono sola nuovamente.

É arrivato il momento di lasciare vivere le mie emozioni, lasciarmi vivere.

Sono pronta ad asciugare le mie lacrime, stringermi la mano, percorrere la strada della vita tenendomi forte, stringendomi a mano salda.

Sento un uragano bruciare dentro di me, percepisco i globuli rossi del mio sangue come ciottoli che ad ogni respiro mi feriscono, il battito del mio cuore come i rintocchi di un orologio prima di una pena capitale, ma so, che solo io posso dettare le regole del mio destino, ed io non cadró, non per colpa degli altri, andró avanti sempre, mano per mano con me stessa, le mie paure, le mie emozioni, io e me a mano salda per sempre.

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Una morsa di rimorsi

Persa,

in una morsa di rimorsi

tersa come questo cielo,

immersa in spighe di grano

pungenti, dritte nel petto.

Lercia come un cuore in una scatola,

come una mela troppo matura,

dispersa nelle tenebre del mio io,

avversa

a tutto ció che non é mio.

-Calamita

Il tuo vento

Sembra un rosso soffice vento
Il tuo soffio caldo sulla mia pelle,
Stanca, soffice, leggermente sensibile al tocco.

Sembra il maestrale che incombe,
Ed io succube
Mansueta,
Calmandomi ti sfioro.
Ti sfioro col pensiero
Di poterti raggiungere.

Il tuo sospiro ansimante agita il mio ventre
É vento rosso
la passione che scorre dalle tue dita,
Raggiunge il mio petto
E colpisce, stordisce,
Mi tradiscono i sensi.

Sembra la bora
Che per ripicca corre,
Scorre, afferra e distrae il tuo volertene andare.

Sembra un calore equatoriale
lo scoccare dei miei battiti
rossi,
Rossi,
pieni di spine di rosa,
Rosa come labbra peccatrici.

Sembra assurdo questo forte,
Rosso
Vento.

-Calamita

Thanks for the picture to http://Ms-foto.it

Essenzialmente

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Erano lacrime,

Frustratrici di anime perdute.

Rubavano l’anima dagli occhi stanchi.

Erano semplici spine, lí, tra i fianchi.

Rimasi senza respiro

incalzante adrenalina,

overdose di sentimenti,

naufragio di pentimenti.

Sola sulla sponda,

cautamente infelice,

inesorabilmente affranta.

Disinvolta era l’onda che travolgeva il mio corpo,

solo al tuo sguardo,

Essenzialmente perfetto.

-Calamita

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